sabato 19 giugno 2010

GOODBYE, SEATTLE


E' mattina, qui sono le 8.10. Tra poco vado (come al solito) a fare colazione da Starbucks e poi saluterò Seattle, che mi lascia con la sua firma: cielo plumbeo e pioggerellina.
Me ne vado con un ottimo ricordo. Oltre alla città in sé, non potrò dimenticare la gentilezza e la cortesia degli abitanti: gente che, quando chiedi un'informazione e poi ringrazi, ti risponde "thank you for asking", grazie a te per aver chiesto.
A tal proposito, un episodio esemplare mi è accaduto sul bus: a Capitol Hill avevo solo pezzi da 5$, per legge l'autista non può cambiare banconote. Quindi, o hai due pezzi da 1$, o stai giù. Un signore ha visto la scena, ha tirato fuori dalla tasca 2$ e ha preso il biglietto per me: da cittadino di Seattle si sentiva in dovere di aiutare un turista. Altro esempio di cortesia sono i passeggeri dei bus, che quando scendono ringraziano l'autista per la corsa.
Unica nota negativa la serata di ieri, ma non certo per colpa della città: sono andato a Pioneer Square, quartiere della movida notturna, e seguendo le indicazioni di un paninaro mi sono infilato nel Last Sopper Club (nella foto), una discoteca da truzzi con una specie di house che la nostra, a confronto, sembra musica neomelodica napoletana. Ho resistito un'oretta, poi sono scappato su un cub (taxi): 10$ per la corsa notturna. Molto economico.

Ci risentiamo da San Francisco!

A.

Nessun commento:

Posta un commento