giovedì 24 giugno 2010

SAN FRANCISCO NEIGHBORHOODS






Rieccomi, dopo due giorni passati a scarpinare tra le colline di San Francisco.
Faticoso. 'Ste cacchio di colline sono davvero ripide. Coreografici (e carucci, 5$ a corsa) i "cable car", i trenini con i cavi nei binari che scalano le hills. Nelle ultime 48 ore ho volutamente preso pochissimi mezzi, ho preferito faticare un po' ma tentare di scoprire i quartieri di SF palmo a palmo, camminando a zonzo.
Ieri mattina sono partito da Chinatown: splendida. Conviene togliersi gli auricolari dell'iPod, perché un quartiere simile va gustato con tutti i sensi, senza perdersi rumori, musica e profumi che invadono la strada principale, Grant Avenue, dov'è situata la porta d'ingresso (nella prima foto): attraversato questo confine, sembra d'essere a Pechino. Bisogna faticare per trovare una scritta nel nostro alfabeto (soprattutto nei vicoli). Esistono solo tre tipi di negozi: chincaglierie&antichità, hi-tech e ristoranti. A Chinatown si può comprate di tutto a meno di cinque dollari; non è raro trovare addirittura magliette stampate a un dollaro (!). Alcune decorazioni dei palazzi sembrano il set di un film, tanto sono surreali.
Chinatown comincia all'improvviso, dopo il "confine" della porta su Grant Ave, ma finisce in modo graduale: avvicinadosi a North Beach, le scritte in cinese diventano via via più rare, fino a lasciar posto alla "italiana" Columbus Avenue. Da qui sono andato a Lombard St, nella "crookedest street", la via - dicono gli americani - più tortuosa al mondo (seconda foto). E' un tratto di Lombard St dove, per diminuire la pendenza, è stata realizzata una dozzina di tornanti strettissimi, adornati da aiuole e fiori. Ho deciso poi di scendere verso Fisherman's Wharf, una zona portuale affascinante, pittoresca, ricca di storia e ben curata. Domani partirò da lì per andare sull'isola di Alcatraz, e al ritorno mangerò il famoso crab (granchio) offerto da qualsiasi ristorante di Fisherman's Wharf. Al Pier 39, il molo più antico, ho visto i leoni marini, paciosi, pigri e puzzolenti bestioni che si crogiolano sulla banchina (terza foto).
Tutte queste zone sono a nord del centro (Union Square). Oggi sono stato invece a sud, partendo dal pittoresco Mission District, costellato di murales (quarta foto). Da lì, ho camminato fino a Castro, il famoso quartiere gay: francamente, mi aspettavo qualcosa di più eccessivo (magari di sera lo è). La Castro St è una via ben tenuta, piena di negozi alla moda e qualche boutique con articoli un po' "ambigui". E' costellata di bandiere della pace, questa settimana a SF è la "pride week".
Da Castro, evitando di prendere il bus, ho camminato lungo Market St, un vialone che porta fino in centro, son passato dal quartiere di SoMa e ho visitato i giardini di Yerba Buena (quinta foto): un vero spettacolo. Un paradiso di verde, perfetto, con tanto di cascata, in mezzo ai grattacieli. Ho chiuso la giornata passando dal Civic Center, per vedere la monumentale City Hall. Unica nota negativa: dal centro al Civic Center ho toppato una via e mi son ritrovato in un quartieraccio, dove il problema non era tanto il fatto che fossi l'unico bianco nel raggio di un miglio, ma che fossi l'unico (credo) con in tasca più di venti dollari. Mi era già capitato nei giorni scorsi, a SF: se sbagli una via, anche in pieno centro, puoi finire in zone poco raccomandabili. Ma se sei svelto ne esci altrettanto in fretta.
Domani vado sull'isola di Alcatraz, a visitare l'ex prigione di massima sicurezza. Dopodmani volo verso Los Angeles.

Saluti

A.

3 commenti:

  1. allora lurido galetoto com'è andata a alcatraz?? ti diverti, bravo

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  2. domani il reportage su alcatraz...hai una mail

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  3. mmm..mi permetto di dirti che quelle che qui in Italia sono bandiere della pace, in america sono indicazione di locali gay;-) almeno questo e' quello che mi hanno spiegato a NY ( e direi che posso confermartelo ;-) ) Paola (la new yorkese)

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